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domenica 22 agosto 2021

Ultimi cambiamenti acquaterrario

Come in programma ho realizzato un terzo filtro sospeso in sostituzione di quello contenente le resine.

Per questo lavoro mi sono procurata una balconiera in metallo e una fioriera rettangolare con riserva d'acqua (di quelle che solitamente si sistemano all'esterno dei balconi). Ho fatto modificare la balconiera in metallo, tagliando alcuni pezzi e piegandone altri in modo da poterla appendere al vetro laterale della vasca, quindi ho forato la balconiera in plastica ed ho inserito un passaparete.


In più ho utilizzato una spraybar + una curva a gomito che ho inserito nella plastica forata (quella che serve per avere le piante sopraelevate rispetto  alla riserva d'acqua sottostante) collegata alla mandata di uno dei 2 filtri esterni. Con questo procedimento mi sono assicurata che l'acqua dal filtro esterno fluisse all'interno della balconiera uniformemente dal basso verso l'alto e senza incontrare ostacoli.
All'interno della foriera ho sistemato le mie piantine: 3 anthurium (uno giallo, uno rosso ed uno rosa), delle fittonie rosse e del pothos.


Prima di inserirle, ho sciacquato le radici ripulendole dal terriccio ed ho predisposto dei vasetti in plastica forati in cui ho inserito del lapillo vulcanico con la doppia azione di fungere da base di ancoraggio per le piante, oltre che di fornire un ulteriore materiale filtrante per l'insediamento dei batteri.


Oltre alle piantine ho inserito nella balconiera le resine anti fosfati/silicati/nitrati della seachem:
Seachem Purigen e Seachem Phosguard e del nuovo materiale filtrante della Continuum avente le stesse funzioni: CONTINUUM AQUATICS EXXODUS NITRYX e CONTINUUM EXXODUS PHOSPHYX FILTRATION. 
Resine e materiali filtranti sono stati inseriti all'interno di calze e posizionate sotto/affianco i vari vasetti. Questo l'aspetto della balconiera prima di essere sistemata lateralmente alla vasca:





Ed infine ecco come si presenta il tutto sistemato in vasca:




Ultima modifica riguarda le luci: ho dovuto sostituire i faretti a bordo vasca perché dopo soli 15 giorni hanno smesso di funzionare :( così ho preso delle nuove luci led a spettro completo, sempre da 30 watt ciascuna:




ed altri 2 tubi led rgb subaquei da inserire frontalmente da 12 watt ciascuno:




Infine ho iserito altre piantine emerse: Myriophyllum roraima e  ludwigia peploides

           

















giovedì 5 agosto 2021

Restyling acquaterrario

Ecco come si presenta oggi il mio acquaterrario:


Dopo l'inserimento dei pesci ho apportato diverse modifiche, sia di tipo estetico che funzionale, finalizzate principalmente alla semplificazione della gestione della vasca.
Dopo aver inserito un secondo filtro ( Pratiko 300) oltre al Jbl E1502 Greenline, ho riscontrato un crescente aumento di fosfati e nitrati ed ho pensato di inserire un terzo filtro, contenente delle resine anti Po4 e anti No3, sistemato a bordo vasca, in modo tale che fosse facilmente accessibile per una sostituzione rapida delle resine. Ho scelto un piccolo filtro appeso in plexiglas, questo:


L'ho sistemato sul lato destro della vasca, collegando l'ingresso dell'acqua alla mandata del filtro con un tubicino dell'areatore ed ho sostituito i materiali filtranti con delle resine, così:


Ho avuto buoni risultati, ma non ottimi, così...un po' a malincuore, ho deciso di eliminare il fondo dalla vasca che mi creava un eccessivo accumulo di nitrati e fosfati ed ho sistemato le piante dentro dei vasetti di vetro con all'interno parte del fondo eliminato. Ecco come si presentava la vasca dopo una prima operazione di "ripulitura".


Nonostante l'estetica fosse peggiorata, dopo la rimozione del fondo, ho avuto una notevole riduzione degli inquinanti che finalmente erano sotto controllo!
Per agevolare la gestione dei cambi (sempre frequenti e abbondanti) avevo ideato un sistema di cambio semiautomatico goccia a goccia, ispirandomi al sistema utilizzato nelle grandi vasche dei ciclidi. Col passare del tempo però ho preferito utilizzare un sistema diverso: ho sistemato un contenitore da 30l sotto la vasca (una samla Ikea) dotato di una pompa di risalita da 1500l/h collegata all'acquario con un tubo, in modo da poter immettere direttamente acqua pulita e decantata ( o all'occorrenza biocondizionata) da una parte e dall'altra ho messo una sorta di sifone fisso ( collocato dietro il tubo di aspirazione del filtro) formato da un tubo di plastica rigido + una spugna ( di quelle che si usano per i filtri ad aria) collegato ad un tubo dotato di rubinetto. Entrambi questi sistemi di tubi passano attraverso i fori sul vetro posteriore e mi permettono di fare cambi veloci senza far cadere acqua ovunque, l'unico inconveniente rimane quello di dover riempire il serbatoio con il secchio...ma per il resto mi ha semplificato enormemente la gestione dei cambi parziali, che effettuo a giorni alterni!
Per l'illuminazione a bordo vasca, ho finalmente sostituito i tubi led con 2 faretti da giardino a 6500 kelvin da 30 watt l'uno, cosi finalmente ho guadagnato spazio per le operazioni di manutenzione riuscendo a farle non più alla cieca, come con la plafoniera provvisoria che dovevo puntualmente rimuovere visto che non mi permetteva di inserire le mani in vasca!
Per utilizzarli ho ricavato un sostegno dalla staffa in metallo tagliandola in 2, piegando i 2 pezzi ad "U" e fissandoli attraverso i fori già presenti con delle fascette da elettricista, poi ho messo dei feltrini nella zona di contatto col vetro per evitare graffi.

   

Questo il risultato:


L'ultima modifica sui faretti: un po' di nastro isolante x schermare il riverbero della luce. Fondamentalmente sono molto soddisfatta perché, oltre ad avere un impatto minimal sull'estetica, è davvero una svolta nella sifonatura accurata del fondo e sulla pulizia del vetro anteriore! L'unica cosa che mi dispiace è che pensavo che la luce fosse sufficiente, visto che è il doppio (quanto a wattaggio) di quella precedente, ma purtroppo non è cosi...rimedierò a breve con un'ulteriore upgrade! ;) 
In futuro aggiungerò dei led sommersi e magari più in là sostituirò questi faretti con dei faretti rgb, tipo questi, o questi altri,  magari di potenza maggiore...vedremo!

L'evoluzione più importante di questo acquaterrario è stata quella di trovare finalmente un sistema d'impatto per la disposizione delle piante nella zona acquatica, che non mi ha mai soddisfatto del tutto.
Ho trovato ispirazione da alcuni acquari bellissimi di oranda in cui le piante erano sistemate in modo tale da costituire una parete verticale aderente al retro della vasca. 

Fonte di ispirazione, acquario Dro Ales:




Folgorata da questa idea mi sono messa all'opera ed ho preso una rete da giardino all'OBI, delle stecche di plastica da Amazon e delle ventose, ho quindi realizzato dei pannelli sui quali ho sistemato le piante con delle fascette da elettricista.

 




Questa la lista delle nuove piante inserite, acquistate da Facilplant, ottimo sito di vendita!
 Anubias coffefolia

Anubias barteri var. angustifolia

Anubias species

Aponogeton crispus

Bolbitis heteroclita difformis nana

Bolbitis heudelotii

Ceratophillum demersum

Cryptocoryne wentii red new

Cryptocoryne mollmanii

Egeria densa

Hydrocotyle tripartita

Microsorium pteropus

Microsorium "pteropus TF"

Microsorium “Thor Hammer"

Microsorium "trident"

Microsorium "windelow"

Nimphaea tiger lotus red

Vallisneria gigantea

Vallisneria spiralis

Java Moss Vesicularia dubyana

Christmass Moss Vescicularia montagnei

Creeping Moss Vescicularia reticulata

Pistia Stratiotes

BUCEPHALANDRA: biblis, lamandau classic, venus

Ovviamente l'Aponogeton crispus e le Vallisnerie sono state inserite in vasetti, mentre alcune Cryptocoryne ho voluto provare a sistemarle sulla rete, vedremo come si comporteranno: inizierò a fertilizzare col protocollo Masterline, eliminando i macro...speriamo bene!


Sistemato sotto, ho fatto altri cambiamenti anche nella zona emersa: mi sono decisa finalmente a togliere l'ultima radice rimasta, quella centrale, in modo tale da avere tutto lo spazio disponibile per le manutenzioni che il nuovo giardino verticale immerso avrebbe comportato.
Così prima:



Così dopo:



Alcune piante sulla radice, come l'orchidea, la tillandsia e  la bromelia sono state riposizionate altrove, altre come la felce e l'adiantum, ormai secche, sono state eliminate per far posto a nuovi inserimenti quali: anthurium andreanum, fittonia forest flame e fittonia verschaffeltii e così la zona emersa ha guadagnato un bel tocco di colore!

Altre modifiche in cantiere prevedono la sostituzione del filtrino appeso internamente con una fioriera appesa all'esterno che conterrà degli anthurium andreanum di vario colore oltre a dei nuovi materiali filtranti più performanti che dovrebbero permettermi di eliminare le resine:



Ma per ora non se ne parla...appena possibile farò un post dedicato a questo nuovo upgrade, insieme a quello per le luci...nel frattempo mi godrò i miei bellissimi pesci! ❤ 
Purtoppo ho perso un oranda per problemi legati alla vescica natatoria, così ho preso un nuovo pesce che gli somiglia nella colorazione: uno splendido ryukin calico long tail maschio di origine cinese e un oranda rosso orchid tail maschio di origine thailandese.

New Entry:





Ecco l'allegra banda al completo nella casetta restaurata!





















 

giovedì 27 agosto 2020

Acquaterrario, zona emersa

 Il mio acquaterrario



















Fin dai miei primi approcci all'acquariofilia sono sempre rimasta affascinata dai paludari: acquari aperti sviluppati in altezza, con una zona predominante di piante emerse. Ciò che non mi piaceva di quest'ultimi, era la scarsa quantità d'acqua riservata ai pesci, infatti i paludari sono perlopiù dedicati ad anfibi. Poi ho scoperto gli acquaterrari: un acquario a tutti gli effetti, con una zona emersa, solitamente meno sviluppata di quella prettamente acquatica, in cui ricreare scenari di fiume o di foreste tropicali compresi di cascate, effetto nebbia e giochi d'acqua...inutile dire che è stato amore a prima vista! Per anni ho desiderato allestire un acquaterrario ed ho consultato vari articoli e video sul web per studiarne la realizzazione, finchè finalmente mi sono decisa a realizzarne uno. 

Segnalo alcuni canali youtube che ho trovato molto utili per lo studio della progettazione:






Il progetto del mio acquaterrario si è basato sulla tipologia di pesce che ho attualmente in un acquario da 200 litri lordi: 5 oranda, di cui un faintail e 4 teste di leone (3 calico ed un testa rossa). Volevo dare più spazio ai miei pesciotti, ormai piuttosto cresciuti, senza rinunciare alla possibilità di avere allo stesso tempo un layout particolare, cosa difficilmente conciliabile con questa tipologia di pesce.
Così mi sono messa alla ricerca di una vasca più grande da poter sistemare in casa, su un supporto che avevo già a disposizione. Il mobile in questione era stato realizzato in ferro tubolare da mio marito, proprio per sostenere due acquari da 60 litri circa, che avevo dedicato a dei pesci che adoro, oltre i pesci rossi: i betta splendens, poi nel corso degli anni hanno ospitato anche altri pesci, come i ramirezi ed uno dei due è stato convertito in nanoreef. Nel momento in cui ho dismesso la piccola vasca marina per passare ad una di litraggio superiore, ho iniziato a valutare la possibilità di eliminare l'acquario più piccolo, rimasto solo su quel supporto così ampio, sostituendolo con uno più grande in cui trasferire gli oranda, sistemati altrove.
Dopo un po' di ricerche sui mercatini locali, su segnalazione di un amico acquariofilo, ho trovato la vasca perfetta per il mio scopo: un acquario marino appena dismesso da 300l. Le dimensioni della vasca: 120l x 45p x 60h cm...praricamente sembrava quasi fatta su misura per il mio supporto e per il mio progetto e, inoltre, essendo una vasca marina, presentava sulla parete posteriore 3 fori che avrei potuto comodamente sfruttare per il passaggio di tubi e cavi.

Questa la vasca come si presentava appena portata in casa:

Ci è voluto un bel po' di olio di gomito e parecchio aceto per ripulirla per bene, ma alla fine è tornata come nuova!



Prima di partire con la progettazione di massima ho stabilito dei punti irrinunciabili da includere nella pianificazione:
  • Massima quantità di acqua per i miei oranda: 250l circa
  • Due cascate con effetto nebbia
  • Una struttura non troppo pesante
Questo un primo schizzo del progetto:

Ho pensato di costruire una teca di forma ad "elle" con 2 pannelli di forex da inserire all'interno della vasca da fissare poi al muro con delle staffe a "C" tipo queste:


Con lo scarto ricavato dal taglio del pannello più grande ho ricavato una sorta di mensola per la zona emersa delle piante, da sistemare subito al di sotto dei fori già presenti nella vasca.
Avrei preferito usare dei pannelli neri, ma non li ho trovati, così li ho presi bianchi, ma ho dipinto la parte dedicata alla zona sommersa di nero con uno spray acrilico e poi rivestito con plastifilm a pennello.

Questa la teca finita fissata per mezzo dei 3 passaparete già presenti nella vasca marina:

Dopo aver tagliato i due pannelli di forex a misura, li ho prima dipinti e poi incollati col tangit utilizzando dei profili al elle in pvc, uno esterno da 3cm ed uno interno da 1cm, a sua volta dipinto di nero nella parte inferiore, in corrispondenza del nero dei pannelli.

Profilo esterno da 3cm
Profilo interno da 1cm



Mio marito mi ha ritagliato la "mensola" (con la mola ed un disco per pvc) e fatto dei buchi in corrispondenza del passaggio dei tubi, in corrispondenza dei passaparete:


Per fissare la mensola alla teca in forex ho pensato di realizzare 5 staffe in plexiglas, avanzo di un lavoro precedente. Anche in questo caso le staffe sono state ritagliate con la mola, poi piegate ad elle con la pistola ad aria calda, forate col trapano, incollate alla mensola con del silicone ed infine fissate al forex (forato in corrispondenza) con delle fascette da elettricista.

Staffa in plexiglass


Nella parte inferiore della mensola, quella a contatto con acqua, invece di dipingerla di nero, ho ritagliato ed incollato con del silicone uno sfondo in pvc per acquari raffigurante delle rocce, lavoro fatto in contemporanea con l'incollaggio delle staffe.

Sfondo applicato nella parte inferiore della mensola

Nella foto sottostante si può vedere imeglio la mensola, con relativo sfondo e staffe, fissata sulla teca:

In realtà le staffe, per essere più funzionali nella distribuzione del peso sulla mensola, avrei dovuto metterle al contrario, ma ho preferito questa disposizione per un fatto estetico (in questa posizione potranno essere completamente coperte senza problemi), considerando che il peso sarebbe stato non eccessivo e soprattutto la presenza dei passaparete come ancoraggio del forex al vetro. 
A questo punto ho iniziato a realizzare la plafoniera: una barra rettangolare di alluminio lunga 1 metro appesa al soffitto con dei cavetti di acciaio, alla quale ho fissato alle estremità due faretti led da esterno da 50 watt ciascuno e luce da 6500 Kelvin, più, al centro, una plafoniera led AquaBeauty dimmerabile (per ricreare l'effetto alba e tramonto) da 35 watt che avevo utilizzato inizialmente sul nanoreef, con uno spettro compatibile anche per le piante. 

Queste i due faretti, presi su Amazon:
https://www.amazon.it/dp/B0893HWX4D?psc=1&ref=ppx_pop_dt_b_product_details

Per i faretti ho dovuto comprare a parte cavo e presa, non compresi.

Questo lo spettro della plafoniera AquaBeauty:

Questa la struttura una volta assemblata e appesa al soffitto:

In totale 135 watt ma con l'utilizzo di due timer ho regolato le 3 luci in modo tale da avere un massimo di 50+25 watt, cioè 2 ore di alba in cui la plafoniera AquaBeauty arriva al massimo per il canale dei bianchi e al 50% dei blu, poi si accende il faretto di sinistra per 4 ore, quindi si spegne questo e si accende quello di destra per 4 ore, infine due ore di tramonto con accesa solo la plafoniera centrale.

Dopo aver sistemato le luci sono passata alla realizzazione del layout di supporto per le piante. Avrei preferito usare rocce vere, ma per evitare un carico eccessivo, impossibile da sopportare per la mia teca in forex, e per garantire ai pesci la massima quantità possibile di acqua, ho optato per la realizzazione di una struttura in poliuretano espanso che avrebbe simulato delle montagne. Per quest'ultime ho utilizzato delle lastre di polistirolo, dei piccoli contenitori in plastica di varie misure e del poliuretano espanso.
Per prima cosa ho recuperato il polistirolo che avevo conservato nel corso del tempo: principalmente si tratta di box termici derivanti da acquisti di pesci e coralli; poi ho disegnato degli schizzi di profili di montagne che ho ritagliato col taglierino.



Dopo aver ritagliato una quantità sufficiente di "profili montani", ho fatto una piccola prova di "allestimento". Nella foto sottostante è presente anche una montagna "di prova" fatta solo col poliuretano.


Per ricavare dei vasetti in cui poter inserire le piante, ho utilizzato dei piccoli contenitori e flaconi in plastica, ritagliati con taglierino.


Li ho fissati al polistirolo con dello scotch carta ed ho poi rivestito il tutto col poliuretano espanso.



A questo punto, per gestire meglio la progettazione dell'allestimento, ho ricreato una teca in cartone, corrispondente a quella in forex inserita in vasca, in modo tale da per poter lavorare più comodamente in orizzontale (sul pavimento) ed ho cercato di creare un layout con le rocce finte, questo il risultato, la disposizione finale:


Ho stabilito il punto in cui inserire le due cascate previste e sono passata alla realizzazione dell'impianto idraulico per queste ultime, pianificato come indipendente dalla filtrazione dell'acquario (affidata ad un potente filtro esterno).
Per le cascate ho previsto la presenza di due piccoli "serbatoi" ai quali far arrivare l'acqua tramite una pompa e un tubo con un innesto a "t". La presenza dei serbatoi d'acqua è stata determinata dall'intento iniziale di voler ricreare un effetto nebbia utilizzando due nebulizzatori ad ultrasuoni. I tubi li ho inseriti all'interno di un tubo rigido, la classica cannetta da elettricista, modellata in forma semicircolare utilizzando sempre la pistola ad aria calda.


Dal retro della montagna ho tagliato e scavato il polistirolo ed il poliuretano per ricavare lo spazio per i tubi e le vaschette:


Le zone delle due montagne in corrispondenza dei serbatoi sono poi state incise col taglierino anche sul davanti, per far in modo da ricreare due nicchie accessibili in cui inserire/sostituire i nebulizzatori.




A questo punto ho utilizzato dei ritagli di polistirolo per creare ulteriori rilievi sulle montagne e delle altre vaschette per aumentare il numero dei vasetti per le piante.


Ecco come si presenta la "catena montuosa" dopo l'ulteriore rivestimento col poliurertano:


Col senno di poi, posso dire che sarebbe stato molto meglio pianificare fin dall'inizio la forma finale da dare alle montagne ed il percorso delle cascate, quindi costruire fin da subito una struttura da rivestire in poliuretano, piuttosto che procedere come ho fatto finora: ho perso molto più tempo ed ho sprecato una bomboletta di poliuretano creando montagne che non ho poi utilizzato.😒
Dopo aver fatto il collaudo delle cascate per verificarne la funzionalità (essendo alimentate dalla stessa pompa è importante controllare che si trovino alla stessa altezza, altrimenti l'acqua fuoriesce solo da quella posta più in basso), sono passata a fare qualche prova di disposizione delle radici: quelle più articolate nella zona emersa e quelle più lineari e semplici nella zona acquatica. Questa scelta è stata determinata dalla tipologia dei pesci ospitati, sono gandini e un po' goffi nel nuoto e non voglio che si trovino incastrati tra i rami...


Prima di dipingere le rocce le ho scolpite con un coltello da cucina, per renderle più realistiche: meno tondeggianti e dotate di una texture più simile alle rocce reali. Per questo lavoro ho seguito un tutorial molto utile:

Per la pittura ho trovato utile anche quest'altro tutorial:


Sostanzialmente ho fatto un mix tra i due tutorial usando acrilici sia spray sia a pennello.
Dopo aver passato una prima mano di acrilico nero con lo spray, ho voluto ricontrollare l'effetto delle radici:




Tolte le radici ho sistemate le zone rimaste scoperte con del poliuretano avanzato:




Quindi ho ripassato col nero spray, poi ho usato il marrone spray ma l'effetto non mi piaceva, per cui ho proseguito con gli acrilici a pennello. Ho usato il rosso mattone, il bianco e il giallo ocra con generose pennellate di colore, poi ho spruzzato acqua per diluire ed uniformare il tutto, evidenziata qualche zona con qualche tocco di colore (giallo ocra + bianco) col pennello asciutto ed infine ho passato l'acrilico bianco spray per rendere meno accesi i colori.

Fasi della pittura:

Questo il risultato finale, dopo aver dato qualche ultimo colpo di luce con il pennello a secco, usando il bianco mischiato all'ocra e, dopo aver aspettato l'essicazione degli acrilici, ho passato tre mani di plastifilm spray:





Particolare delle rocce:




...Non so perché ma l'effetto finale mi ricorda una mia vecchia borsa pitonata anni 90' 😂

Prima prova nella teca: ho dovuto fare qualche taglio sulla sinistra ed un po' nella parte inferiore per sistemarla, dopo di ché ho reinserito i serbatoi nelle rispettive nicchie, ho infilato i nebulizzatori dentro i serbatoi ed ho collegato il tubo ad una pompa da 600l/h


Ho usato due nebulizzatori tipo questo nella foto  sottostante (per nebulizzare hanno bisogno di un livello di acqua di 5 cm), ognuno collegato ad un alimentatore da 30 watt.


Ed infine ho fatto il collaudo delle cascate, per fortuna è andato bene! 😄


Dopo aver chiuso le nicchie delle cascate semplicemente appoggiando ad incastro i pezzi tagliati col taglierino, ho inserito le radici infilandole in parte nel poliuretano, in parte appoggiandole sui vetri della vasca, in modo tale da renderle removibili.
Inizialmente avevo pensato di rivestire la parete sinistra della teca con delle cortecce, poi ho preferito la rete della palma da cocco, utilizzata anche per coprire la mensola di appoggio per le montagne.



Prima di cominciare a sistemare il muschio, ho incollato con del cianoacrilato in gel (inerte una volta essiccato) dei pezzetti di rete di palma sulle montagne, per far in modo di farlo attecchire più facilmente sulle finte rocce.





Nei vasetti per le piante ho inserito: sul fondo dell fibra di cocco fertilizzata, reperibile all'Ikea, poi uno strato di Manado (fondo per acquario simile all'argilla espansa ma in granulometria fine) mischiato a del lapillo vulcanico

Fibra di cocco

Manado

Lapillo vulcanico

Il muschio che ho utilizzato proviene principalmente da un luogo in zona in cui è possibile prelevarlo.


Queste le montagne e le radici dopo aver appoggiato il muschio sulle zone in cui ho attaccato la rete di cocco:


Queste le piante che ho scelto, prese all'OBI:


Piante:
  • Chamadorea elegans
  • Areca
  • Nephrolepis exaltata
  • Asparagus plumosus
  • Begonia beleaf
  • Fittonia forest flame
  • Fittonia superba lemon
  • Calathea
  • Chlorophytum
  • Mini spathiphyllum
  • Phalaenopsis
  • Vriesca rossa, arancio e bordeaux
  • Peperomia
  • Hibiscus rosa

Piante prelevate in zona, in prossimità del muschio ed epatiche

Per sistemare le piante nelle diverse dislocazioni: vasetti, mensola, montagne e nicchie varie create dalle radici, per prima cosa ho provveduto a privarle completamente del terriccio presente nel vasetto in cui si trovavano ed ho sciacquato per bene le radici allo scopo di evitare contaminazioni dell'acqua nella vasca e futuri sviluppi di alghe non gradite. Poi ho disposto alcune piante direttamente nei vasetti nascosti dentro le montagne, mentre per tutte le altre ho creato una specie di kokedama usando il manado ed il polyfill, il tutto rivestito o con muschio avanzato o con rete di cocco fissato con degli elastici.

Risultato finale:






Dopo aver terminato l'allestimento della zona emersa, ho riempito la vasca fino al livello stabilito (sotto la mensola) ed ho inserito un sacchetto di carbone attivo vicino alla pompa per le cascate, per esser certa di eliminare completamente qualsiasi residuo di pittura o sostanze indesiderate portate dal terriccio del muschio e delle piante.
A questo punto per una settimana circa ho osservato l'evaporazione dell'acqua, il grado di umidità e soprattutto l'andamento delle piante in questa disposizione. Mi sono resa conto della necessità di effettuare delle modifiche: la prima per quanto riguarda il grado di umidità. Purtroppo i due nebulizzatori, contrariamente a quanto immaginavo, non garantiscono un grado di umidità sufficiente nonostante siano sempre accesi ed è necessario integrare manualmente con lo spruzzino ogni tre ore circa.
La seconda modifica riguarda la quantità di luce che arriva in vasca. Quando ho fatto le prove con faretti e plafoniera a vasca vuota la luce, benché un po' debole, riusciva ad illuminare a sufficienza anche la vasca sottostante, ma con l'inserimento delle piante sui rami, si sono create delle cospicue zone d'ombra che non avevo previsto, ragion per cui si è reso necessario un incremento della quantità di luce.
Per ovviare a questi due inconvenienti ho pensato di inserire un impianto automatico di irrigazione nebulizzata e delle luci impermeabili posizionate a bordo vasca, ma di questi cambiamenti ve ne parlerò nel prossimo post dedicato all'allestimento della zona acquatica.